La cultura della vite è nel nostro DNA, è l’eredità genetica che ci tramandiamo da molte generazioni.
L’arte del vino è per noi un lavoro sartoriale, fatto con attenzione e cura per produrre vini unici con personalità e carattere.

Filosofia

Interpretare il territorio significa lavorare per esaltare le caratteristiche dei vitigni autoctoni, facendone emergere le qualità migliori: esprimerne la complessità, assaporare la mineralità del terreno e l’eleganza del legno, per regalare grandi emozioni.

 

Identità, tipicità, fedeltà alla storia, ad Oslavia acquisiscono un senso autentico e sintetizzano una simbiosi millenaria tra la vite,

la terra e il lavoro dell’uomo.

 

Non amiamo le definizioni, ma piuttosto ci poniamo come anello di congiunzione tra il Collio e Oslavia, a dimostrazione che aspetti diversi, a volte quasi opposti, come i termini naturali e convenzionali possono in realtà convivere e che i confini esistono solo se siamo noi tracciarli.

 

Oslavia e Collio sono legati in modo armonico e complementare, come espressioni diverse di un unico territorio. Questa visione si ritrova nella gamma dei vini, dove la Ribolla di Oslavia convive in armonia con il Collio Bianco Klin, due vini differenti, ma figli della stessa terra.

 

Oslavia e il Collio. Yin e Yang di questa terra. Una similitudine non solo di carattere ontologico ma anche etimologico. Nell’antica tradizione cinese, infatti, Yin indicava il versante più ombreggiato e Yang quello più soleggiato di una collina. Arcane assonanze tra mondi e culture lontane, che condividono l’idea di collina come luogo dell’anima, spazio intimo e non solo semplice elemento del paesaggio. Yin e Yang non possiedono un’identità autonoma ed esclusiva, esistono all’interno di una profonda e indissolubile relazione dialettica. Sono elementi complementari, uniti da un legame dinamico di scambio, che si fonde in un mutevole equilibrio. Allo stesso modo Oslavia non può esistere se non all’interno del più vasto territorio del Collio e il Collio risulterebbe mutilato se non comprendesse al suo interno Oslavia. Una prospettiva che restituisce unità nella differenza, ristabilisce un rapporto di stretta simbiosi tra due aree profondamente legate a un unico destino.
“cit. A. Turazza”

“La collina di Oslavia ha due lati, un lato esposto al sole, luogo vocato per la Ribolla e i vini ambrati e un lato est, più fresco, luogo d’elezione per il Klin (Collio Bianco) e i vini dorati. Questi due vini sono fratello e sorella, sono connessi, espressione dell’identità del Collio, ambrati e dorati, non c’è distinzione”.

Marko Primosic